Lettera ai miei figli: le bugie di una madre lavoratrice — Le Donne Visibili

Siamo onorate di pubblicare una lettera che ci ha inviato una lettrice che si firma “una mamma”. Non aggiungiamo commenti a questo testo che ci ha veramente colpite per la sua chiarezza e onesta, aspettiamo con ansia le vostre opinioni. Si discute tanto di bonus bebè e allora vorrei scrivere una lettera ai miei figli […]

via Lettera ai miei figli: le bugie di una madre lavoratrice — Le Donne Visibili

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Cibo, gusto e consapevolezza

Ho accolto l’invito di Slow Food Ticino ad una serata di «confronti», da Sandra e Cesare all’Hotel Defanti a Lavorgo.

Per ogni portata, sullo stesso piatto sono state proposte due versioni «una preparata con prodotti industriali, l’altra con prodotti nostrani, cucinati allo stesso modo» con l’invito a «scoprire la differenza» e «esprimere la propria preferenza».

È stata una piacevole esperienza.
Sandra si è presa l’impegno di cercare il meglio anche per i cibi industriali ma nulla ha potuto contro la sua capacità in cucina e la qualità dei prodotti nostrani: il confronto è stato impietoso e spesso, dopo un primo assaggio, una parte delle pietanze è rimasta sul piatto: dalla crema di pomodoro, alla polpetta di carne e, perfino, la bavarese alla fragola.

Insomma, quando il confronto è immediato è facile distinguere (e preferire) la qualità dei prodotti nostrani, che crescono sul nostro territorio in un raggio ridotto. Esperienze come questa aiutano però ad affinare il gusto e ad acquisire la consapevolezza necessaria per non farsi ingannare dall’industria che ricerca la dose ideale di dolce, sale, grassi e colori che condizionare il nostro palato (e i nostri acquisti).

La filosofia di Slow Food invita poi a non dimenticare che l’impegno a promuovere uno sviluppo sostenibile impone una particolare attenzione anche per le condizioni di lavoro di chi coltiva e prepara gli alimenti e per il modo in cui sono allevati gli animali.

Ticino 2015: ancora (almeno) una donna in Consiglio di Stato

Nella pagina dedicata alle Cantonali 2015, Ticinonline propone interviste ai candidati al Consiglio di Stato.

Ticino 2015: Natalia Ferrara Micocci in Consiglio di StatoPer permettere agli uomini e alle donne che credono importante che, dopo la conquista del 1995 con l’elezione di Marina Masoni, sia importante ed utile per il Ticino che nel prossimo Consiglio di Stato ci sia ancora almeno una donna, ripropongo qui (nell’ordine di apparizione) i titolo e i link che permettono di meglio conoscere le candidate e di apprezzarne qualità, competenza e impegno (che sono almeno pari a quelli dei candidati uomini).

18 marzo – Natalia Ferrara Micocci: «Criminalità: è giunto il momento di aprire gli occhi»

24 marzo – Maristella Patuzzi: «Prima di mettere le mani nel borsello della gente, rivedere i compiti dello Stato»

27 marzo – Alda Fogliani: «Investo del mio e ci metto la faccia, per sacrosante ragioni»

29 marzo – Sabrina Guidotti: «Votare per me? Perché no?»

Le risposte confermano che ogni candidata ha idee, progetti e proposte che meritano di essere conosciute e valutate.

Con questo spirito, la pagina su FB «Uomini (e donne) che votano le donne», aperta già nel 2011, vuole sostenere la campagna elettorale delle donne ed ha quale fondamento un progetto di società che riconosca, anche nella politica, la ricchezza del contributo delle donne: intuizione, sensibilità, pragmatismo, multitasking, ecc. Io sogno il giorno in cui una pagina così sarà inutile: ma (dopo 44 anni dal riconoscimento del voto alle donne in Ticino) non siamo ancora lì.

 

Auguri, propositi e speranze per il 2015

Le lettere dell'alfabeto

«Un gioco che è anche un rito beneaugurante» per iniziare il nuovo anno, esercitare la creatività e sperimentare una tecnica di creativa scrittura.

Lo propongo a voi così come Annamaria Testa lo ha presentato ai lettori di Nuovo e Utile .

Mettete in fila le vostre iniziali (e aggiungete anche quelle di tutti i vostri secondi e terzi nomi che pochi conoscono e nessuno usa mai). Aggiungete prima dell’iniziale del cognome anche le iniziali di tutti i vostri soprannomi o vezzeggiativi, se ne avete.

A questo punto dovreste avere da due a cinque (per qualcuno anche sei) lettere che sono le iniziali delle parole con le quali formare il vostro motto per il nuovo anno.
Provate a scriverlo e, aggiunge Annamaria, «se viene fuori esagerato, pazienza: i motti sono fatti anche così».

Le mie lettere per questo gioco sono MELO (Matteo Enrico Luigi Oleggini).
Prima di comporre i motti ho fatto lunghe liste di parole (sostantivi, aggettivi, verbi, avverbi,…) che iniziano con M, E, L, O.
Ed ecco alcuni risultati (in ordine alfabetico della prima parola):

Magiche Emozioni, Leggendo Ovunque
Mai Escludere Lontani Obiettivi
Mandare E-Mail, Lanciare Ossequi
Meglio Essere Lucidi Ognor
Mente Esercitata, Lavoro Operoso
Mentre Esploro (a) Lungo Osservo
Mercoledì E Lunedì Ortaggi
Mille Esperienze, Limpidi Orizzonti
Molti Elogi, Laudi, Onori
Muoversi Ecologicamente, Lento Osservare

Alcuni mi sembrano più riusciti di altri. I prossimi mesi diranno qual è quello giusto.

Buon divertimento e ancora tanti auguri a Annamaria Testa e a tutti voi.

Anno Nuovo, nuove sfide [scriptaCH]

Writers and Readers #scriviloDopo due anni dedicati interamente (all’80% e poi al 100%) all’Agenzia regionale per lo sviluppo del LuganeseARSL dal 1 gennaio ho deciso di ridurre il lavoro stipendiato al 60% e di rilanciare l’attività di freelance nella scrittura, nella comunicazione e nella gestione di piccoli progetti.

scriptaCH é nata (nel 2005) inizialmente con l’ambizione di scrivere per la pubblica amministrazione: in Ticino c’era (e forse ancora c’è) bisogno di migliorare il modo di scrivere di Municipi, Segretari e funzionari comunali quando si rivolgono ai cittadini.

Poi mi sono affibbiato la definizione di «artigiano della scrittura» ovvero colui che quando scrive prova a muovere all’unisono la mente, il cuore e le mani. Artigiano è però anche chi quando ha concluso un lavoro (nel quale ha dato il meglio di sé) è consapevole che avrebbe anche potuto fare meglio: ma il cliente o le circostanze hanno imposto di mettere il punto finale e di consegnare il lavoro.

Con questo atteggiamento (gli amici di CREA direbbero con questa postura) lascio correre la mia curiosità compulsiva e cerco di imparare tutto quel che posso: sui libri e soprattutto nella rete e da alcuni blog. Chi mi conosce (e chi avrà la pazienza di seguirmi) scoprirà chi sono i miei maestri; anzi le mie Maestre.

Per il 2015 ho molte idee che forse diventeranno anche progetti. Seguitemi e li scopriremo insieme.
Buon Anno amici 🙂

Colazione da Tiffany, ma a Lugano

280px-Audrey_Hepburn_esmorza_al_Tiffany's.bmpTiffany è una catena di gioiellerie che, personalmente, conosco solo per il film Colazione da Tiffay (1961) associato alla bella Audrey Hepburn.

Da oggi, Colazione da Tiffany è qualcosa di più: è, come annuncia la pagina su Facebook, un progetto per trasferire le competenze digitali, imprenditoriali e creative durante workshops, corsi ed eventi, tenuti da esperti del settore digitale e imprenditoriale.
Insomma: i gioielli di oggi sono “occasioni preziose per trasferire competenze digitali ed imprenditoriali“.

Le promotrici promettono di affrontare argomenti attuali e di grande rilevanza. Oggi si comincia con un blogging day per scoprire il mondo dei blog e le potenzialità di wordpress.

Con un’avvertenza: “La scelta comunicativa è piuttosto femminile ed evidenzia il senso estetico ed il gusto del bello“.
Ma gli uomini sono benvenuti; ed io ci sono.

Le donne nella Storia del Ticino

Bella serata, ieri, per la presentazione a Lugano delle prime Tracce di donne, biografie femminili ticinesi del XIX e del XX secolo. Le prime schede biografiche sono disponibili su internet con anche le interviste a quattro protagoniste: Nini Eckert-Moretti, Franca Primavesi, Fulvia Sommaruga e Miranda Venturelli

AARDTGli interventi di Renata Raggi-Scala, presidente dell’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino (AARDT) e delle giovani storiche Manuela Maffongelli, capo progetto, Susanna Castelletti e Lisa Fornara sono state ricche di informazioni e di stimoli e, per me, anche di un’ondata di emozioni.

Ho visto una nuova generazione di giovani donne, consapevoli del loro ruolo nella nostra società, pronte a fare sentire la loro voce ed a dare voce alle molte donne che, spesso in silenzio e lottando contro l’incomprensione di uomini e donne del loro tempo, hanno lavorato e lottato: per il bene delle loro famiglie, della città e della società ed anche per il giusto riconoscimento dei diritti delle donne.

Affronto questa giornata particolare – e  l’incontro di Stabio con Natalia Ferrara Micocci, giovane candidata per le prossime elezioni per il Consiglio di Stato – ancor più convinto che dare voce alle donne e rivalutare il loro contributo alla storia e al benessere attuale del Ticino è il primo passo per capire quanto abbiamo bisogno del punto di vista e della sensibilità delle donne per ritrovare lo slancio verso il futuro.

Una convinzione ora accompagnata anche da una speranza: che le donne delle giovani generazioni e quelle che hanno alle spalle maggiori esperienze uniscano gli sforzi per rivendicare il diritto di poter dare il loro contributo diretto e… trovino anche molti uomini pronti ad aiutarle e sostenerle.

Buona domenica a tutti.