Scrivere per il cliente

Nel 2004, mentre ipotizzavo di fare della scrittura un mestiere che non fosse il giornalismo, grazie ad una nota in un libro di Mirko Nesurini, ho scoperto Il blog del mestiere di scrivere, di Luisa Carrada: una fonte zampillante di consigli e stimoli, una miniera di ferri del mestiere, una finestra sempre aperta sulla scrittura professionale (utilissima per me che non mastico l’inglese).
Ogni post è una scossa che accende una fiammata d’entusiasmo. È successo anche con i 36 consigli per rendere lo Scrivere, un processo snello.

È la sintesi di quanto mi impongo ogni volta che scrivo un testo professionale:

  1. scrivere per il cliente;
  2. rendere chiaro i vantaggi per il cliente più che i meriti dell’azienda;
  3. eliminare gli sprechi, tenendo le cose semplici e pulite.

Ridurre gli sprechi (di lettere, parole, spazi) è un lavoro difficile e impegnativo, riassunto nelle massime di Steve Jobs (consiglio 29) e di George Orwell (31).
Due sono però i punti sui quali, personalmente, devo lavorare:

  • Elimina le parole inutili: non scrivere “nell’ipotesi in cui” quando “se” può andar bene (32);
  • Quando hai finito di scrivere, torna indietro e taglia il 20% (34)
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