Il coraggio di uscire dal guscio

«Non v’è quasi traccia della nostra presenza al Campionato del mondo sui media stranieri»: lo scrive, amaramente, Tarcisio Bullo sul Corriere del Ticino di oggi.  Non ho controllato. Ricordo però il titolo della Gazzetta dello Sport online dopo la vittoria con l’Ecuador.

DzemailiE non solo. Dopo la nostra sconfitta contro l’Argentina, Massimo Gramellini ha riservato alla nazionale svizzera (o Blerim Džemaili) il suo Buongiorno di mercoledì 2 luglio.

Sulla prima pagina de La Stampa, Gramellini prende spunto dal palo colpito dal nostro nazionale nei minuti di recupero e dalla «palla, che dopo aver toccato il palo gli rimbalza sul polpaccio come in un flipper [e] invece di rotolare dentro esce di un nulla, sancendo la vittoria della sopravvalutata Argentina»

Vi lascio il piacere di leggere il Buongiorno di Massimo Gramellini.

Mi ha colpito la conclusione: «Non è il talento a fare la differenza, ma la consapevolezza nell’usarlo. Che tradotto in vita pratica significa: più uscirai dal guscio delle tue sicurezze e ti cimenterai nelle prove difficili accettando il rischio di perderle, più acquisirai quella magia dell’inesorabile che ti porterà a fare gol nel momento decisivo».

Auguri a chi accetta la sfida di uscire dal guscio protettivo e per mettere in gioco il proprio talento!

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Treni, incontri, poesia

Tilo_Estate2Dieci, dodici minuti; a volte anche per ore: quasi ogni giorno viaggio in treno.

Se appena posso, mi siedo su sedili dove non ci sono altri viaggiatori. Per stare tranquillo, per lavorare meglio o, forse, solo per evitare incontri. Se non è possibile, quasi mai cerco il contatto, il dialogo con altri viaggiatori al di là di un educato saluto di circostanza «È libero? Buon giorno. Buona sera. Buon viaggio. Buon week-end».

Per la maggior parte del viaggio resto confinato nel mio piccolo mondo: lo smartphone, il tablet o i dossier da leggere per preparare la riunione. Solo raramente osservo il paesaggio e le persone.

Sul treno ci sono giovani studenti che ripassano le lezioni per mandare a memoria nozioni con metodi finalizzati solo a superare un’interrogazione o una prova scritta. C’è chi fa più fatica e chi aiuta gli amici meritandosi attenzioni e sguardi interessati e riconoscenti.
Ci sono colleghi che parlano di lavoro anche in posti lontani e per me fantastici: la spiaggia e il bar dove ritrovarsi dopo una giornata di lavoro nella sede all’estero.

Qualche incontro è regolare: lo stesso treno, le stesse fermate, gli stessi posti.
E così, immagino di scrivere un ritratto o una storia: che mestiere fa? Dove va? Con chi parla al telefono? Sorride: cosa l’aspetta questa sera?

Il  viaggio in treno potrebbe però anche essere occasione per momenti più intensi e ricchi.
Me lo ha ricordato Elena Bibolotti con «I miei treni» e l’incipit de «Il mare colore del vino» il racconto nel quale Leonardo Sciascia descrive il viaggio dell’ing. Bianchi da Roma ad Agrigento e il suo incontro con la famiglia del prof. Miccichè e la giovane Dina.

Accolgo e condivido l’invito di Elena a riscoprire «Il treno come “nonluogo” per antonomasia dove mettere assieme le tessere di un puzzle e fantasticare a più non posso sul futuro. Dove leggere e parlare, conoscere persone che mai più avremmo incontrato, nemmeno per sbaglio, sui social network».
E sarebbe bello ritrovare anche la capacità non solo di guardare il paesaggio che scorre dietro al finestrino ma anche la poesia che permetteva a Ennio Flaiano «di vedere gocce di pioggia che scivolano sul vetro appannato trasformarsi in pianto».

E chissà che queste riflessioni e pensieri non diventino l’occasione per un incontro, per un dialogo fra persone che ogni giorno si incontrano su un treno.
Un dialogo reale e non solo sui social network.

Creatività e talento

creatività e talentoIl talento vero è possedere le risposte quando ancora non esistono le domande.

Alessandro Baricco; Questa storia

Creatività è divertimento

Il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa, capace di aggiungere colore e suspence a tutta la nostra vita.”
Daniel J. Boorstin

CreativitaIl coraggio di osare è anche quello di immaginare alternative a costo di passare per folli per alcune ore, mesi o anni.
Succede poi che la soluzione giudicata folle sia ripresa e realizzata da altri.

Creatività e luoghi comuni sono un ossimoro.
Eppure in molti casi, l’esito di un processo creativo è come un messaggio messo in una bottiglia lanciata nel mare. Senza rinunciare ad essere creativi, basta poi la pazienza di stare seduti in riva al fiume ad aspettare non il cadavere del nemico ma la barca (o la nave) della idea realizzata.

Questa esperienza mi ha convinto che in questa epoca di cambiamento, di incertezze, di ricerca di nuovi (o vecchi) punti di riferimento la creatività ed i processi creativi sono una risorsa, un bene da coltivare e diffondere.

Mi viene in aiuto Giovanni Lucarelli, al quale sono debitore delle citazioni di oggi, con le sue riflessioni sul braistorming: non solo come una “tempesta di cervelli” ma, soprattutto, “nell’accezione originaria di Osborn” per il quale brainstormig “significava usare il cervello (brain) per prendere d’assalto (to storm) un problema creativo”.

Vi invito a scoprire “Tutto quello che non avete mai osato chiedere sul brainstorming“: la prima e la seconda parte.
Buon creativo divertimento.

 

Cercare opportunità

Se l’opportunità non bussa, costruisciti una porta

#citazioni Milton Berle