Governanti o (buoni) gestori di servizi pubblici?

«Politica è governare, delineare rotte, progettualità, scegliere i fini e predisporne i mezzi» è il passaggio che più mi ha colpito in un post di Emanuele Verda amplificato da LiberaTV  poiché esprime una riflessione «che tocca, a 360 gradi, la politica, le sue promesse, le sue menzogne e le sue mancate prospettive».

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Dopo Laura Sadis, ad aprile 2015, vorrei vedere ancora (almeno) una donna in Consiglio di Stato

Mancano ormai solo 6 mesi alle prossime elezioni 2015. Secondo le regole della democrazia – cito ancora Emanuele Verda – ad aprile «potremo nuovamente scegliere chi prenderà il volante e ci guiderà ad una meta lungo una mappa magari complessa ma definita, nuova ma stimolante».

Io sono fermamente deciso a scegliere.
Nei cinque Consiglieri di Stato voglio riconoscere donne e uomini in grado di governare e non solo di gestire (bene) i servizi pubblici.
Preferirei vedere eletti i cinque migliori (e non il primo o il secondo di l’una o l’altra lista) ma pazienza: sceglierò tra le persone messe in campo dai partiti.

Conosciamo le liste dei liberali radicali, dei socialisti e dei popolari democratici. Aspettiamo i candidati della Lega, ma anche di UDC e Verdi.
Tra loro ci sono donne e uomini con le competenze, le qualità personali, il gusto della sfida, le visioni e la capacità di impegno necessarie per governare.
C’è la possibilità si scegliere. Basta prendersi il tempo per conoscere meglio i candidati, il loro metodo, le loro idee.

Ciascuno faccia la sua scelta. Senza «partito preso» o «pregiudizi» evitando quella che ho già visto definire una «caccia alle streghe» contro partiti o candidati.
Buona scelta a tutti!

Post scriptum: per me è anche importante che la maggioranza della popolazione ticinese (il 53.1%) abbia ancora almeno una rappresentante in Consiglio di Stato. Non (solo) perché donna ma perché è per me necessario che nel governo del Ticino e nella ricerca di soluzioni sia presente anche il punto di vista e la sensibilità delle donne.

I punti forti del Ticino

Il turismo (grazie anche a clima, la natura e il paesaggio), la formazione, la ricerca e i poli scientifici sono tra i punti forti sui quali il Ticino può costruire il suo nuovo futuro.

ticino-turismo_nCosì, almeno, pensano le 123 persone (in maggioranza uomini, di età fra i 46 e i 65 anni, domiciliati nel Sottoceneri ed in un Comune finanziariamente forte) che hanno partecipato al sondaggio online che ho proposto tra metà agosto e metà settembre su alcune «domande che dividono i Ticinesi».

Tra queste quella sul raddoppio del Gottardo (69 sì e 54 no), la necessità dell’accordo sulla libera circolazione delle persone (54 sì e 68 no) o la presenza di troppo stranieri e richiedenti l’asilo (57 sì e 62 no).

Su altri temi le opinioni sono più chiare ad esempio sul No ad un’adesione all’Unione Europea (105 contro 17 sì) o sulla consapevolezza che il Ticino ha bisogno dei frontalieri (91 sì e 31 no) o che senza frontalieri nel Sottoceneri ci sarebbero meno colonne sulle strade (117 sì e 5 no).

Ci sono poi domande che già guardano alle prossime elezioni per il Consiglio di Stato: dopo Marina Masoni, Patrizia Pesenti e Laura Sadis ci sarà ancora una donna in Governo dall’aprile 2015? Con due Consiglieri di Stato della Lega o del PLRT?
Lascio ai lettori più curiosi il compito di scoprire (qui) le risposte a queste ed a tutte le domande.

Metodo di ricerca

Il sondaggio è stato effettuato dal 16 agosto al 16 settembre 2014 sul sito www.sondaggio-online.com.
L’invito a rispondere è stato diffuso su questo blog e con un evento creato su Facebook. Le risposte sono state tutte anonime. Per le risposte alle domande aperte (9 e 14) sono state raggruppate e elaborate dal sottoscritto. Chi fosse interessato può chiedermi le liste complete. Tutti i risultati sono infatti a disposizione di chi pensa di poterne trarre indicazioni utili.

Non sono un «sondaggista»: con il senno di poi alcune domande avrebbero dovuto essere formulate in modo diverso e, forse, si poteva fare meglio anche nella presentazione delle risposte.
Ringrazio, ad uno ad uno, chi ha risposto per il tempo dedicato al sondaggio ed i lettori di questo blog per l’attenzione.

Matteo Oleggini

Il telegiornale e la Cassa malati unica

Telegiornale RSI La1 di martedì 26 agosto 2014. Edizione delle 20:00.

Al minuto 13:09, Alessia Caldelari riferisce che: «L’iniziativa per la Cassa Malati unica riceve il sostegno della maggioranza della Conferenza latina degli Affari sanitari e sociali. L’organo raggruppa i direttori dei Dipartimenti della Sanità di otto Cantoni latini, tra questi anche il Ticino».

Ohibò! Paolo Beltraminelli ha sempre invitato a votare No; i colleghi latini l’hanno forse convinto a cambiare idea?
La mia domanda resta senza risposta e il servizio si chiude lasciando nel telespettatore l’idea che anche il Ticino sia schierato per il Sì.

Mercoledì 27 agosto 2014. Su La Regione Ticino, trovo la conferma di un servizio perlomeno incompleto, se non proprio «di parte». Infatti, in occasione della riunione della citata Conferenza, Paolo Beltraminelli è stato il solo a dire No alla Cassa Malati unica.
Infatti – spiega il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli, favorevole – poiché dopo discussione interna il governo ticinese ha ritenuto di non prendere posizione, ogni Consigliere di Stato può esprimersi liberamente sul tema della Cassa Malati unica.

Manuele Bertoli per il Sì e Paolo Beltraminelli per il No.

Pareggio in Governo, ma la Rsi ne esce chiaramente sconfitta e, almeno, con un bel cartellino giallo alla redazione del Telegiornale.

Diamo una nuova opportunità al Ticino

«La politica non è una cena di gala» [1]. Che bello! Finalmente, gli affari e gli interessi privati sono stati banditi dall’azione dei partiti.

Politici_bastaA togliere ogni illusione sul significato di questo aforisma ci ha però pensato Sergio Savoia: «la politica è un postaccio dove si danno e si ricevono attacchi spesso sgradevoli, ingiusti, perfino disumani», anche perché, aggiungo io, divisioni e tensioni sono iscritte nella storia del Ticino [2].

Non è dunque un caso se i partecipanti al sondaggio che ho proposto online mettono «la politica» al primo posto tra i temi «che dividono i ticinesi». Addirittura prima di frontalieri e stranieri.

Ho sufficiente esperienza per sapere che la politica non è solo impegno per organizzare nel migliore dei modi le istituzioni ed i servizi pubblici per poi provare a risolvere i problemi  delle persone e della società.
La democrazia impone ogni quattro anni le elezioni  ed i partiti hanno il diritto di provare a vincerle.
Non per partecipare «alla cena» (anche se non di gala), ma per creare le migliori premesse per realizzare le loro proposte.

Gli elettori hanno, da parte loro, il diritto di scegliere le persone che giudicano migliori per le qualità personali (competenza, impegno, esperienza) e per le loro proposte. Poi, per quattro anni, tutti gli eletti hanno il dovere di lavorare insieme.

Il Ticino sta vivendo un periodo difficile. Le persone sono inquiete; molte soffrono ed esprimono ansie, rancori, sentimenti di ribellione.
Però nessun partito ha il diritto di alimentare queste emozioni per provare a vincere le elezioni.

Per questo, invito tutti a dire basta con la «politica a fucilate», anche quelle sparate sui giornali, i blog, Facebook e i social network.
Uniamo le forze in un movimento trasversale ai partiti per premiare le donne e gli uomini pronti a lavorare insieme per risolvere i problemi del Ticino e dei Ticinesi.

Non sarà facile, ma senza divisioni il Ticino avrà almeno una nuova opportunità.

 

[1] Leggi qui

[2] Raffaello Ceschi; Ottocento ticinese (capitolo 2); 1986; Edizioni Dadò

Ticino diviso sul secondo tubo al San Gottardo

Il mio primo tentativo di interrogare la rete con un sondaggio sta ottenendo un successo insperato: in appena 5 giorni il numero dei partecipanti ha già superato i 100.

Grazie di cuore a tutti: a chi ha compilato il sondaggio, a chi lo ha condiviso su Facebook, a chi mi ha lasciato dei commenti o scritto in privato.
Non sono un “sondaggista” e non tutte le domande sono centrate.
Riconosco che in qualche caso, accanto ad un Sì o ad un No ci poteva stare anche un “forse”. Mi scuso e vi assicuro che proverò a fare meglio la prossima volta.

Il sondaggio è sempre aperto e i risultati completi saranno pubblicati alla fine.

Per soddisfare la mia (e la vostra) curiosità ecco alcuni tra i primi risultati parziali.
La maggioranza dei partecipanti sono uomini (59), di età fra i 46 e i 65 anni (46).
Ed ecco la risposta alla prima domanda:

20140821_sondaggio

Il sì ad un secondo tubo al San Gottardo prevale ma… di misura.
Alla domanda “In Ticino ci sono troppi stranieri“, il risultato è, in questo momento, di perfetta parità: 50 sì e 50 no.
Chi ha risposto al sondaggio pensa che la Svizzera abbia bisogno degli Accordi bilaterali con l’Unione Europea (67 sì e 34 no) ma senza quello sulla libera circolazione delle persone (56 a 46).
E sulla presenza di una donna nel prossimo Consiglio di Stato? C’è una sostanziale parità ma chi pensa che dopo Marina Masoni, Patrizia Pesenti e Laura Sadis ad aprile 2015 non ci sarà un’altra donna è al momento in maggioranza (51 a 46).

Il sondaggio continua e i risultati possono ancora cambiare.
Mi lascerò sorprendere. Intanto però rinnovo il mio Grazie a tutti.

Matteo Oleggini

Ciao, Callisto

callisto

Fra poche ore, con Mariagrazia, sarò tra i molti tuoi amici che si ritroveranno nella Chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona per darti un ultimo saluto terreno.
Rivedo il tuo sorriso sereno e ti immagino mentre ci guardi da lontano, o vicino a ciascuna delle persone che ti hanno stimato, aiutato, voluto bene, amato.

In questi giorni ripercorro alcuni momenti che abbiamo avuto la fortuna di vivere con te: le riunioni del Comitato di Comunità Familiare, il corso ECA, le gite culturali e religiose a Roma, Firenze e forse Assisi. Scorrono le immagini e mi sorprendo per il numero delle persone che mi hai permesso di incontrare.

Forte è anche il ricordo di quanto ho imparato da te sull’impegno nel sociale e in Politica, sul ruolo e l’impegno del volontariato.

Ti devo molto anche della mia crescita personale e ti sono grato per avermi accompagnato (direttamente e con i tuoi scritti) nella ricerca di una Fede matura. Ricordo le Messe domenicali con le famiglie a Sorengo (con Gianpiero e molti altri), il cammino di preparazione al Battesimo di Francesco, alcuni corsi fidanzati animati con te, le tue omelie.

Mi hai permesso di dare (poco) ed in cambio mi hai donato moltissimo.

Grazie per quello che hai dato e insegnato a me, a noi, a molti.

Grazie perché so che in un modo misterioso ma reale continuerai a restare vicino a quanti continueranno il tuo impegno nel solco del tuo esempio.

Un abbraccio.

Matteo